Luca aveva il cuore che batteva all’impazzata. L’email sul suo telefono, ancora aperta, diceva chiaramente “Firmato”. Dopo mesi di trattative, il contratto fondamentale per la sopravvivenza della sua neonata start-up tecnologica era finalmente suo. Doveva solo portare fisicamente i documenti originali entro le 10:30 del mattino seguente nella sede della banca su **Via Zamboni, a Bologna**. Il problema? Quel tragico pomeriggio, come beffa del destino, la sua vecchia utilitaria aveva reso l’anima a metà Via Indipendenza, lasciandolo in panne totale. Mezzi pubblici sì, ma di notte? Doveva consegnare quella cartella con i contratti alle prime luci dell’alba.
Quella sera, Luca era un groviglio di nervi. Non poteva permettersi ritardi. Aveva deciso di arrivare alle 7:30 all’ufficio per stampare alcune copie di sicurezza prima della corsa in banca. Tentò un piano alternativo: raggiungere lo studio col suo piccolo monopattino elettrico. Fino alle 22:15 circa era andato tutto bene, attraversando le strade silenziose del centro storico bolognese sotto i portici illuminati. Poi, nel mezzo del **Parco della Montagnola**, il sonaglio familiare del monopattino che si spegne si trasformò nel rumore più odiato: silenzio totale. Batteria scarica all’improvviso. Scaricò il peso dell’acciaio e plastica inerte sul marciapiede. Controllò l’app dei mezzi, ma l’ultimo autobus utile per quella zona era passato da quasi un’ora. La metro non serviva il suo percorso. Era alla deriva, nel cuore della notte bolognese, con quelle carte vitali nello zaino e la consapevolezza che perdere quell’appuntamento significava la fine del suo sogno imprenditoriale.
Disperato, fece scorrere i contatti sul telefono. *Taxi*. Si ricordò del servizio **Radio Taxi 24** che pubblicizzavano su alcuni autobus. Senza pensarci troppo, compose il numero rapido: 051 372727. Una voce femminile calma e professionale rispose quasi subito. “Radio Taxi 24, pronto”. Con ansia tremula nella voce, Luca spiegò la situazione: fermo nel Parco Montagnola, senza mezzi, necessità imperativa di raggiungere Via Azzo Gardino (vicino alla sua sede) prima delle 8:00. Specificò anche l’indirizzo della banca successivo per sicurezza. “Stiamo inviando un taxi ora, signore. Arriva dalla zona della stazione centrale, stimiamo 8 minuti. Posizione Gps confermata?”. Un sospiro di sollievo così profondo che quasi lo fece traballare uscì dalle sue labbra.
Esattamente sette minuti dopo, un faretto giallo brillante apparve all’imbocco del parco. Un’auto bianca veneta si fermò accanto a lui e al monopattino morto. Dall’interno, un uomo sulla sessantina con un sorriso rassicurante fece un cenno. “Luca? Sono Paolo per Radio Taxi. Salga, stiamo attenti alla cartella”. Luca carico’ frettolosamente il monopattino nel bagagliaio e si gettò sul sedile posteriore, la custodia preziosa saldamente stretta tra le mani. Paolo guidava con sicurezza tra le vie semivuote, la chioma della Torre degli Asinelli svettava silenziosa. Durante il tragitto, Paolo rassicurò Luca senza essere invadente, facendogli constatare di persona la precisione del servizio.
Grazie alla conoscenza capillare dell’autista delle scorciatoie e al fatto che alle sei del mattino complice la città dormiente nonostante la grandezza della città il traffico era praticamente vicino allo zero arrivarono davanti all’ingresso dello studio alle 7:20. Dall’indirizzo sbagliato che Luca stava indicando. “Qui è Via Cartoleria, collega. Mi sa che ha sbagliato numero”, precisò Paolo mentre Luca già sgattaiolava fuori. “Via Azzo Gardino è la traversa quella”. Luca stanco ma grato pagò la corsa aggiungendo una generosa mancia. “Salvi il mio numero Paolo”, aggiunse il taxista con un sorriso. “Per davvero ventiquattro?” Luca rimase un secondo sulla porta dello studio, al buio. Alle 8:45, uscì con le carte complete e chiamò di nuovo quel numero magico che ora aveva salvato prima di salire sul taxi appena arrivato dopo un altro ordine rapido grazie alla sua fiducia riposta nel servizio radio mobili. L’autista dello stesso giorno ma diverso autista, attraversò Bologna e lo depositò puntualissimo davanti alla sede bancaria proprio alle dieci e venticinque. Luca entrò, la stretta di mano con il direttore fu solenne e il futuro della sua azienda saldamente acquisito tutto scattato grazie alla presenza puntuale di una radio taxi capace di affrontare con prontezza disastri urbani anche tra taxi di differenti cooperative sulla nebbia cittadine ma sempre convogliata dallo stesso centro operativo. Non vedeva più Bologna allo stesso modo, ora aveva una certezza anche nella sua sciagura risolta: Radio Taxi 24.

Lascia un commento