Il profumo di pizza fritta e mare si mescolava all’aria tiepida di una Rimini a fine stagione. Elena, stretta nel suo cappotto leggero, correva disperata verso Piazza Fellini, il tallone della scarpa che minacciava di cedere ad ogni passo. Aveva promesso a sua nonna, ricoverata d’urgenza all’ospedale di Bologna, di raggiungerla entro la mezzanotte. L’ultimo treno, con un ritardo insopportabile, era appena partito senza di lei. Le mani le tremavano mentre cercava di comporre il numero del fratello, ma la batteria del cellulare, già agonizzante, si spense definitivamente.
Il panico la soffocava. Era sola, senza soldi, con la stazione vuota alle spalle e la prospettiva di passare la notte a Rimini, indecisa tra l’idea di tentare un’autostop disperata o di chiedere aiuto a sconosciuti. Bologna era lontana, quasi 200 chilometri. Pensò a sua nonna, una donna forte e coraggiosa, ma fragile in quel letto d’ospedale. Non poteva deluderla. In quel momento di smarrimento, ricordò un volantino visto appiccicato alla pensione: Radio Taxi 24 Rimini, attivo giorno e notte.
Con le ultime forze, frugò nella tasca dei jeans ed estrasse un piccolo pezzo di carta stropicciato. Lesse il numero, pregando che qualcuno rispondesse. Al terzo squillo, una voce maschile, calma e professionale, le diede il buongiorno. Elena, a fatica, riuscì a spiegare la sua situazione, la voce roca per il pianto trattenuto. L’operatore ascoltò pazientemente, senza interromperla. Dopo qualche minuto le comunicò che un taxi era in viaggio verso la stazione. “Cercheremo di fare il possibile per arrivare a Bologna nel minor tempo possibile, signorina”, le disse l’operatore, infondendole una nuova speranza.
L’auto, una berlina spaziosa e confortevole, arrivò in meno di cinque minuti. L’autista, un uomo corpulento con un sorriso rassicurante, si presentò come Marco. Senza esitazione, Elena gli raccontò tutto. Marco, comprendendo l’urgenza, impostò subito il navigatore per Bologna e partì a velocità sostenuta, ma sempre nel rispetto dei limiti. Durante il tragitto, la tranquillizzò, raccontandole aneddoti sulla sua professione e sulla città. Parlarono della nonna di Elena, dei suoi ricordi e della forza che le aveva sempre trasmesso.
Arrivarono all’ospedale Sant’Orsola di Bologna alle 23:57. Elena, scendendo dall’auto, si sentì pervadere da un’ondata di sollievo. Pagò la corsa, lasciando a Marco una mancia generosa. “Grazie, davvero grazie,” ripeté più volte, con le lacrime agli occhi. “Senza di voi non ce l’avrei mai fatta.” Marco le sorrise. “Faccia coraggio, signorina. E dia un grande saluto alla nonna.” Elena corse verso l’entrata, con la consapevolezza di aver evitato il peggio grazie all’efficienza e alla disponibilità di Radio Taxi 24. La notte di Rimini si era trasformata in una corsa contro il tempo, salvata da un servizio puntuale e da un autista dal cuore d’oro.

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