La pioggia batteva su Firenze come una frusta impazzita. Elisa, con il suo vestito di seta color smeraldo e i tacchi troppo alti per affrontare quell’inferno di acqua e sanpietrini, malediceva la sua testardaggine. Aveva insistito per raggiungere a piedi la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, convinta di godersi l’atmosfera romantica della città. L’appuntamento con Riccardo, l’uomo che forse avrebbe potuto cambiare la sua vita, era tra meno di venti minuti e lei era bloccata all’altezza di Ponte Vecchio, con l’acqua che le risaliva lungo i fianchi e le scarpe completamente inzuppate. Il telefono, inutile dirlo, mostrava la scritta “Nessun Segnale” da almeno un quarter d’ora, intrappolato in un angolo morto della rete. Un nodo allo stomaco le stringeva la gola, la paura di fare una brutta figura, di perdere questa occasione, era paralizzante.
Aveva già superato il limite del “leggermente in ritardo”, si stava avviando verso il “disastro completo”. Riccardo era un fotografo di fama internazionale, la cui mostra inaugurava proprio quella sera. L’incontro era stato organizzato da una cara amica, una galerista che credeva fermamente che Elisa, restauratrice di affreschi, potesse collaborare con lui a un progetto ambizioso. Sapeva che Riccardo era un uomo preciso e puntuale; un ritardo così grave, in quelle circostanze, significava quasi certamente la fine della possibilità. Si sentiva stupida ad aver sottovalutato il maltempo e a non aver pensato a un piano B. Vedere le luci tremolanti del palazzo, a pochi metri di distanza, le sembrava una beffa.
In un lampo di lucidità, ricordò lo slogan che aveva sentito alla radio quel mattino: “Radio Taxi Firenze 24, la tua corsa, la nostra priorità”. Non sapeva se fosse davvero possibile trovare un taxi a quell’ora, con quella pioggia, ma era l’unica speranza che le rimaneva. Riuscì a connetterslo grazie ad una infinitesima macchia di segnale che apparve sul telefono. La voce gentile all’altro capo del filo le diede subito un senso di sollievo. “Radio Taxi Firenze, buonasera. In che zona si trova?” Eliza, tremando per il freddo e l’ansia, fornì l’indirizzo e spiegò la situazione con voce concitata. La risposta fu immediata: “Stiamo inviando un taxi, signorina. Sarà da lei in meno di cinque minuti.”
L’attesa, nonostante la pioggia incessante, sembrò brevissima. Le luci rosse del taxi, che sfrecciava tra le pozzanghere, le apparvero come un faro nella notte. Il tassista, un uomo corpulento con un sorriso rassicurante, la accolse con un “Entri, entri, che si raffredda!” e la avvolse con un asciugamano caldo. La corsa fu rapida e sicura, nonostante il traffico reso caotico dal maltempo. Il tassista, notando il suo nervosismo, la tranquillizzò dicendo: “Conosco bene queste strade, signorina. Arriverà in tempo.”
Elisa scese di fronte a Palazzo Pitti con un sospiro di sollievo, a soli dieci minuti dall’orario concordato. Ringraziò il tassista con tutto il cuore, lasciandogli una mancia generosa. Riccardo l’aspettava, con un’espressione che si sciolse in un sorriso appena la vide. “Temevo il peggio…” disse, prendendole la mano. Quella sera, tra una discussione sull’arte e l’altra, Elisa pensò a quanto fosse stata fortunata. Non solo aveva incontrato un uomo straordinario, ma aveva anche scoperto l’efficienza e l’affidabilità di Radio Taxi Firenze 24, un servizio che le aveva salvato la serata, dimostrandole che, a volte, un semplice colpo di telefono può fare la differenza.

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