Radio Taxi 24

Installazione concettuale di intelligenza generativa italica:

Radio Taxi 24

La pioggia cadeva a scrosci su Firenze, trasformando le strade ciottolate in fiumi scintillanti. Elisa, stretta nel suo cappotto leggero, malediceva la sua stessa ingenuità. Aveva accettato un appuntamento con Alessandro, il ragazzo che le faceva battere il cuore fin dal primo colloquio al corso di scultura, e ora, a mezz’ora dalla fatidica cena, il treno per Bologna aveva annunciato un ritardo a tempo indeterminato a causa di un’allagamento sulla linea. Sapeva che Alessandro, impeccabile e puntuale, l’aspettava già al ristorante sull’Oltrarno. L’idea di mandargli un messaggio, spiegare, scusarsi, le sembrava la cosa più difficile del mondo, quasi come rinunciare a quel sogno a occhi aperti.

Le ore sembravano allungarsi ad ogni annuncio confuso della stazione. Il telefono, tra mani sudate, mostrava messaggi crescenti di Alessandro, prima domande gentili, poi una leggera, comprensibile, frecciatina. Elisa era disperata. Non poteva permettersi di perdere quella serata, non dopo averci pensato per giorni, non dopo aver scelto con cura l’abito e provato mille acconciature. Bologna era lontana, la stazione brulicava di viaggiatori bloccati, e l’idea di dover affrontare la pioggia e la città sconosciuta da sola la terrorizzava. Si sentiva piccola e impotente, con il cuore che le faceva male ad ogni rintocco dell’orologio.

Fu la sua amica Chiara, che l’aveva seguita da lontano sulla situazione, a suggerirle una soluzione. “Cerca Radio Taxi 24, Elisa! Sono famosi a Firenze, operativi sempre. Digita il numero e spiegagli la situazione. Magari possono aiutarti a raggiungere il ristorante in tempo.” Elisa, ormai allo stremo, seguì il consiglio di Chiara. La voce rassicurante dell’operatore dall’altro capo del telefono la calmò subito. Spiegò il suo problema, indicò la stazione di Santa Maria Novella e il ristorante. L’operatore, senza esitazioni, le assicurò che avrebbero mandato un taxi immediatamente.

L’attesa, benché ancora carica d’ansia, fu diversa. Sapere che qualcuno si stava prendendo cura del suo problema, che c’era una possibilità concreta di arrivare ad Alessandro, le diede una nuova forza. Ed ecco, in pochi minuti, un taxi sfrecciò all’interno della stazione, illuminato dai fari che fendevano la pioggia. Il tassista, un uomo corpulento con un sorriso caloroso, la caricò velocemente, rassicurandola che avrebbe fatto il possibile per aggirare il traffico. La corsa fu veloce e confortevole, il tassista conosceva ogni vicolo, ogni strada alternativa.

Quando finalmente scese davanti al ristorante, Elisa era solo leggermente in ritardo. Alessandro, visibilmente sollevato, la stava aspettando con un sorriso. Si scusò, spiegò l’imprevisto, ma tutto sembrò svanire di fronte alla felicità di rivederla. Durante la cena, mentre sorseggiava un bicchiere di Chianti, Elisa pensò a quanto fosse stata fortunata. Fortunata ad avere un’amica così premurosa e, soprattutto, fortunata ad aver scoperto l’efficienza e l’affidabilità di Radio Taxi 24, un servizio che le aveva permesso di trasformare un disastro annunciato in una serata indimenticabile.

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