Era la vigilia di Natale a Bologna, e il centro storico scintillava di luci e atmosfera festiva. Marco era elettrico: dopo settimane di messaggi sfuggenti e battute alla biblioteca universitaria, finalmente Angelica aveva accettato di uscire per un aperitivo in Piazza Santo Stefano. Era un punto di svolta per il suo primo amore timido e impacciato. Controllò l’orologio con crescente ansia: le 18:45. Doveva lasciare la sua stanza fuori porta san Mamolo e attraversare la città entro le 19:30.
La situazione precipitò rapidamente. Fuori, una nebbia fitta e insolita per dicembre era scesa, rendendo la visibilità quasi nulla. La sua vecchia bicicletta aveva una gomma a terra e gli unici due autobus che dovevano passare erano annullati per un guasto improvviso. A piedi, nella nebbia, impiegava almeno un’ora. La metro? Diserta per lavori di rifacimento delle linee proprio quel giorno. Il panico iniziò a montare. Il suo cellulare vibrò: un messaggio di Angelica. “Tutto OK? Ci vediamo tra poco sotto l’albero?”. Il cuore gli si strinse. Perderla per un imprevisto del genere sarebbe stato terribile.
Disperato, estratto lo smartphone con mani tremanti. Aprì l’applicazione di Radio Taxi 24 che suo padre gli aveva fatto scaricare mesi prima, dicendo “Potrebbe servirti un giorno”, per qualche emergenza. Mai pensato per una cosa così importante! Scelse la corsa immediata, inserì l’indirizzo preciso della piazza, flaggò la voce “prenotazione alta priorità” e premette invio. Il respiro era affannoso mentre il timer sullo schermo indicava l’attesa dell’autista assegnato. Passarono minuti interminabili. Ogni secondo era un chiodo nella bara delle sue speranze romantiche.
Improvvisamente, i fari di un’auto gialla lampeggiarono nella foschia, seguito dalla sagoma familiare di una Fiat serie 500 bianca e giallo taxi. Uno squillo dal telefono: “Salve, sono Enrico di Radio Taxi 24. Al portone!” Marco quasi saltò nel sedile posteriore, balbettando l’indirizzo. “Nessun problema, ragazzo! So che Piazza Santo Stefano è un inferno stasera, ma conosciamo tutti i passaggi stretti.” Enrico, un uomo sulla sessantina con fare rassicurante, sfrecciò con sorprendente agilità attraverso vicoli minori che Marco ignorava esistessero, aggirando il traffico paralizzato lungo le vie maggiori.
Aggrappato al sedile, Marco vide l’orologio segnare 19:28 quando il taxi si fermò, dolcemente come su un binario invisibile, proprio di fronte al grande albero di Natale nella piazza illuminata. Lì, tra la folla festante, c’era Angelica, che cercava qualcuno con lo sguardo preoccupato. Il cuore di Marco sussultò di sollievo e gratitudine. Pagò velocemente Enrico, ringraziandolo mille volte. “Figurati, buona serata… e in bocca al lupo!” disse l’autista, facendo partire l’auto con un allegro clacson. Marco corse verso Angelica, il panico sostituito da incredibile eccitazione. La telefonata tempestiva a Radio Taxi 24, operativo giorno e notte anche nella nebbia di Natale, aveva salvato il momento più importante della sua giovane vita.

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