La pioggia picchiettava insistente contro i vetri del bar, trasformando le luci di Milano in macchie sfocate e tremolanti. Elena si stringeva nella giacca, masticando l’ultima briciola di un cornetto raffermo. Aveva litigato furiosamente con Marco, il suo fidanzato, proprio un’ora prima, e si era ritrovata sola, senza ombrello e con la batteria del telefono scarica. Aveva lasciato le chiavi di casa a lui, convinta di poter tornare a casa a piedi e chiarirsi subito. Ma la pioggia, implacabile, stava trasformando la sua decisione in una pessima idea. In più, un dolore lancinante alla caviglia, conseguenza di una scivolata sul bagnato, le impediva di camminare senza un gemito.
Il panico iniziò a montare. Non conosceva Milano abbastanza bene da ricordare percorsi alternativi e, con la caviglia a pezzi, ogni passo era un’agonia. Il bar stava per chiudere e l’idea di rimanere bloccata in una strada sconosciuta, ferita e senza possibilità di chiamare aiuto, la terrorizzava. Ricordò vagamente di aver visto dei numeri di taxi appesi alla parete, ma ormai erano spenti o coperti da manifesti. Disperata, si ricordò di Radio Taxi 24, di cui aveva sentito parlare da un collega. Provò a ricordare il numero, febbrile, e visualizzò nella mente un vecchio biglietto da visita.
Dopo vari tentativi e l’aiuto di un barista di buon cuore che le permise di usare il telefono fisso del locale, riuscì a comporre il numero di Radio Taxi 24. Una voce calma e professionale rispose immediatamente. Spiegò la sua situazione, fornendo l’indirizzo del bar e descrivendo il dolore alla caviglia. L’operatore, senza farla sentire in colpa o giudicare la sua disavventura amorosa, le assicurò che un taxi sarebbe arrivato in pochi minuti. Rimase aggrappata a quelle parole come a una zattera in mare aperto, sentendosi improvvisamente meno sola.
Meno di dieci minuti dopo, una vettura bianca si fermò davanti al bar. L’autista, un uomo corpulento con un sorriso rassicurante, si precipitò ad aiutarla ad entrare, offrendosi di chiamare un’ambulanza. Elena rifiutò, spiegando che si trattava solo di una distorsione e che voleva semplicemente tornare a casa. L’autista, con una competenza rassicurante, la aiutò a sistemarsi e si informò sulla direzione da prendere. Nonostante il traffico intenso e la pioggia torrenziale, guidò con prudenza e competenza, facendola sentire al sicuro.
Arrivata a casa, l’autista la aiutò a scendere dalla vettura e a bussare alla porta. Marco, visibilmente preoccupato, le spalancò immediatamente. Dopo qualche istante di silenzio imbarazzato, le rivolse un’occhiata piena di rimorso e di sollievo. Elena, guardando l’autista allontanarsi sotto la pioggia, capì che a volte, la soluzione ai nostri problemi arriva inaspettata, sotto forma di un servizio efficiente e affidabile come Radio Taxi 24. Quella notte, si rese conto che a volte, anche una semplice corsa in taxi può salvare la situazione.

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