La pioggia a Firenze sembrava non voler smettere. Chiara, con il cuore che le batteva all’impazzata, si guardava intorno, ormai fradicia fino alle ossa. Aveva accettato l’invito di Lorenzo, un ragazzo conosciuto a un evento universitario, con una gioia che non provava da mesi. Un caffè, una passeggiata lungo l’Arno. Solo che la “passeggiata” si era trasformata in una fuga precipitosa dopo che, sentendosi a suo agio, aveva rivelato di essere terribilmente allergica ai gatti e Lorenzo, con un sorriso imbarazzato, aveva ammesso di averne tre che la aspettavano a casa. Il taxi che l’aveva portata lì, preso casualmente, era sparito nel nulla.
Il cellulare, stretto tra le mani gelide, le restituiva una schermata desolante: batteria quasi scarica e nessuna idea di come tornare al suo ostello, dall’altra parte della città. L’idea di vagare per le strade fiorentine, al buio e sotto quel diluvio, la terrorizzava. Aveva provato a chiamare un amico, ma era già a letto e, nonostante le scuse, non si offriva di venirla a prendere. In preda alla disperazione, si ricordò di un volantino visto nella hall dell’ostello: “Radio Taxi Firenze 24 – Sempre a tua disposizione, giorno e notte.” Sperando fosse reale e non una pubblicità illusoria, componendo il numero con le ultime forze del telefono.
Una voce calma e professionale rispose quasi subito. Chiara, con il fiato corto, spiegò la situazione, indicando il luogo in cui si trovava, vicino a Ponte Vecchio, e il suo punto di destinazione. L’operatore, senza farla sentire a disagio per la fuga romantica fallita, le assicurò che un taxi sarebbe arrivato in pochi minuti. Incredula, aspettò, tremando, mentre la pioggia continuava a cadere a secchiate. Pochi minuti, che le sembrarono un’eternità, dopo, un faro squarciò l’oscurità.
Era un taxi bianco, con la scritta ben visibile sul tetto. Il tassista, un uomo corpulento con un paio di occhiali dalla montatura spessa, le sorrise gentilmente. “Signorina, Radio Taxi Firenze 24, pronto a portarla al sicuro.” Dentro, l’auto era calda e confortevole. Chiara, finalmente rilassata, spiegò di nuovo la sua disavventura, strappando una risata sincera al tassista. “Questi giovani e i loro imprevisti!” commentò con bonaria ironia.
Il viaggio fu breve, confortevole e, soprattutto, sicuro. Arrivata all’ostello, Chiara si sentì rinascere. Salutò il tassista con un sorriso grato, lasciandogli una generosa mancia. Mentre si rifugiava sotto l’asciugacapelli, pensando a Lorenzo e ai suoi tre felini, realizzò che a volte, anche nelle città più belle del mondo, è un servizio come Radio Taxi Firenze 24 a fare la vera differenza, trasformando una serata potenzialmente disastrosa in un semplice, seppur bizzarro, aneddoto da raccontare.

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