Radio Taxi 24

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Radio Taxi 24

La pioggia batteva incessante sui sampietrini di Bologna, trasformando le strade del centro in fiumi luccicanti. Elena, con il cuore in gola, stringeva la cartella tra le mani. Aveva dimenticato a casa, nel quartiere universitario di San Donato, il progetto di tesi che doveva consegnare assolutamente entro le nove di sera alla relatrice, la severissima professoressa Martini. Erano le otto e venti, e la distanza, in condizioni normali, si percorreva in venti minuti di autobus. Ma quella non era una condizione normale. Gli autobus erano fermi per l’allagamento, e il suo cellulare, come spesso accadeva quando aveva più bisogno di lui, era scarico.

Il panico iniziò a paralizzarla. Anni di lavoro, notti insonni passate a studiare, tutto rischiava di andare in fumo per una sua sbadataggine. Vagò per Piazza Maggiore, cercando disperatamente un bar aperto dove poter chiedere di caricare il telefono, ma era tutto chiuso. La professoressa Martini non accettava scuse, e Elena sapeva che un ritardo, anche di pochi minuti, avrebbe significato un rinvio a settembre. Si sentiva piccola e impotente sotto quel diluvio, con la tesi che le pesava come un macigno.

Ricordò allora, quasi per miracolo, un volantino che aveva visto affisso in facoltà qualche settimana prima: Radio Taxi 24 Bologna, attivo giorno e notte. Cercò febbrilmente un numero di telefono pubblico, trovandone uno malconcio davanti alla Basilica di San Petronio. Con le dita tremanti, digitò il numero sperando che fosse ancora valido. Una voce calma e professionale rispose immediatamente. Spiegò la sua situazione, la voce rotta dall’ansia. L’operatore, senza farle sentire la gravità del momento, le assicurò che un taxi sarebbe arrivato il prima possibile.

L’attesa sembrò interminabile, ma dopo dieci minuti, tra le luci riflesse sull’asfalto bagnato, vide la sagoma gialla del taxi avvicinarsi. Il tassista, un uomo corpulento con un sorriso rassicurante, la accolse con un “Salga, signorina, la porto io”. Durante il tragitto, Elena gli raccontò la sua disavventura, e lui la ascoltò con pazienza, mantenendo una velocità adeguata alle condizioni del traffico. Evitarono le zone allagate, scegliendo percorsi alternativi che allungarono leggermente il viaggio, ma che garantirono la sicurezza.

Arrivò alla facoltà alle 8:57. Tre minuti di margine. Ringraziò il tassista con gli occhi lucidi, corse verso l’ufficio della professoressa Martini e consegnò il progetto appena in tempo. La professoressa, seppur con il suo solito sguardo severo, annuì. Elena, esausta ma felice, capì che a volte, la salvezza arriva inaspettata, sotto forma di un taxi giallo e di un servizio efficiente, pronto a rispondere anche alle emergenze più disperate. Quella sera, Radio Taxi 24 Bologna non le aveva solo risparmiato un rinvio, ma le aveva restituito la speranza.

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