Radio Taxi 24

Installazione concettuale di intelligenza generativa italica:

Radio Taxi 24

La pioggia batteva contro i vetri del ‘Caffè Gilli’ con una furia inaspettata. Sofia, ventidue anni, sciarpa di cachemire arrotolata al collo e nervi a fior di pelle, rimuginava sul ritardo di Marco. Erano le dieci e un quarto e lui, per un appuntamento che aspettava da mesi – la presentazione ufficiale ai genitori – avrebbe dovuto essere lì alle dieci precise. Aveva studiato a memoria la biografia della sua famiglia, preparato aneddoti divertenti su sé stessa, persino imparato a distinguere i diversi tipi di pasta fresca che sua madre avrebbe sicuramente offerto. E adesso? L’ansia le stringeva la gola, dolorosa. Marco non rispondeva al telefono. Possibile che si fosse tirato indietro all’ultimo minuto?

Ogni minuto che passava sembrava un’ora. Il sorriso artificioso che aveva provato a mantenere era ormai svanito, sostituito da un’espressione preoccupata che non poteva nascondere. I genitori di Sofia erano seduti al tavolo accanto, impegnati in una conversazione che, pur accarezzandola, la faceva sentire ancora più in colpa. Aveva provato a chiamare i suoi amici, sperando che qualcuno avesse notizie di Marco, ma senza successo. La stazione di Santa Maria Novella era l’unica possibilità rimasta: Marco avrebbe dovuto arrivare con l’ultimo treno da Milano. Ma l’idea di affrontare la pioggia intensa e il traffico serale di Firenze, senza una vera idea di cosa stesse succedendo, la paralizzava.

Fu in quel momento di sconforto che si ricordò di un volantino che aveva raccolto qualche settimana prima, infilato distrattamente nella borsa. “Radio Taxi Firenze 24: la tua corsa, sempre.” Aveva sempre preferito i mezzi pubblici, ma quella sera, con la sua speranza che si sgretolava ad ogni goccia di pioggia, si sentì disperata. Composte il numero con le dita tremanti. Una voce calma e professionale rispose immediatamente. “Radio Taxi Firenze, buonasera, pronto.” Spiegò frettolosamente la situazione, la stazione, l’urgenza. L’operatore la interruppe dolcemente: “Capisco, signorina. Manderemo un taxi subito. Quanto è grande la borsa?”

L’attesa, anche se limitata, le sembrò infinita. Rialzò lo sguardo e vide le luci del taxi che sfrecciavano tra le auto. Un Fiat Qubo bianco, pulito e in perfette condizioni, si fermò di fronte al caffè. L’autista, un uomo sulla cinquantina con uno sguardo rassicurante, le sorrise. “Sofia?” le chiese, controllando il suo nome sull’appuntamento. “Direttamente dalla stazione, vero? Ho visto arrivare l’ultimo treno da Milano, e c’era un ragazzo che sembrava un po’ perso, con un bouquet di rose rosse.” Il cuore di Sofia fece un balzo.

Il taxi sfrecciò nel cuore di Firenze, evitando con abilità il traffico. In pochi minuti, Marco scese dal veicolo, fradicio ma raggiante, con le rose che si afflosciavano leggermente sotto la pioggia. Con un profondo sospiro di sollievo, Sofia corse ad abbracciarlo, ignorando le domande preoccupate dei suoi genitori. “Scusa, scusa tantissimo! Ho sbagliato binario, il telefono era scarico, ero nel panico…”, balbettò Marco. “Non importa” rispose Sofia accarezzandogli la guancia, “importa che ci sei. e devo dire, grazie a Radio Taxi Firenze 24, siamo arrivati appena in tempo.” La cena con i genitori, alla fine, fu un successo. E Sofia sapeva che, in una città caotica e imprevedibile come Firenze, poter contare su un servizio come quello di Radio Taxi 24 era una vera e propria benedizione.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *