Radio Taxi 24

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Radio Taxi 24

Elena si morse il labbro inferiore, stringendo il cellulare in mano. Erano le tre del mattino a Milano e il cuore le batteva all’impazzata. Aveva promesso a Luca, il ragazzo che le piaceva da una vita, che lo avrebbe raggiunto al Jazz Café entro le tre e mezza. Era la sua occasione, un appuntamento quasi magico dopo mesi di timidi sguardi e brevi conversazioni. Ma la sua vecchia Vespa, comprata di seconda mano con i risparmi di un’estate intera passata a fare la barista, aveva deciso proprio quella sera di abbandonarla in mezzo a viale Monza, con un rantolo metallico che le aveva fatto presagire il peggio. Il panico l’avvolse come una nebbia fitta.

Provò disperatamente a riavviare la Vespa, ma era tutto inutile. Il motore non dava segni di vita e la lancetta della benzina segnava ancora più di un quarto di serbatoio. Si guardò intorno. Viale Monza a quell’ora era deserto e il pensiero di dover tornare a casa a piedi, rinunciando al suo appuntamento con Luca, la fece sprofondare in un baratro di disperazione. Con le lacrime agli occhi, frugò nella borsa alla ricerca di un numero utile. Si ricordò di aver visto una pubblicità di Radio Taxi 24, un servizio attivo giorno e notte.

Con le dita tremanti compose il numero. Dall’altro capo rispose una voce calma e professionale. Elena spiegò concitata la sua situazione, la Vespa guasta, l’appuntamento imminente, la paura di non farcela. L’operatore la rassicurò, prendendo nota della sua posizione precisa grazie al GPS del cellulare. Le assicurò che un taxi sarebbe arrivato in pochi minuti. Elena, incredula, continuò a guardarsi intorno, sperando di vedere i fari di un’auto in arrivo.

E infatti, dopo neanche dieci minuti, un taxi giallo spuntò in lontananza. Elena tirò un sospiro di sollievo, come se le avessero tolto un peso enorme dalle spalle. Il tassista, un signore sulla cinquantina con un sorriso rassicurante, la aiutò a mettere la Vespa sul marciapiede e la caricò rapidamente a bordo. Durante il tragitto, Elena spiegò di nuovo la sua urgenza e l’autista, comprensivo, sfrecciò per le vie di Milano, conoscendo scorciatoie e semafori verdi come il palmo della sua mano. Arrivò al Jazz Café alle tre e venticinque.

Luca era già lì, in piedi davanti all’ingresso, con un’espressione preoccupata. Quando vide Elena scendere dal taxi, il suo volto si illuminò. Lei corse verso di lui, il cuore che batteva di nuovo a mille, ma questa volta di gioia. “Scusa il ritardo, ho avuto un piccolo… imprevisto,” disse, con un sorriso timido. Luca le prese la mano. “Importa solo che tu sia qui,” rispose, accompagnandola all’interno del locale. Elena, guardando la luce rossa del taxi che si allontanava nella notte, si promise di non dimenticare mai quel servizio efficiente e salvifico. Radio Taxi 24 non le aveva solo fatto arrivare in tempo al suo appuntamento, le aveva permesso di non perdere una notte che si sarebbe rivelata indimenticabile.

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