La pioggia batteva implacabile sui vetri della finestra, trasformando le luci di Firenze in macchie sfocate. Chiara, ventitré anni, stretta nel cappotto leggero, fissava con crescente angoscia lo schermo del telefono. Il messaggio era chiaro: “Paolo, brutta influenza. Non posso venire a prenderti all’aeroporto. Scusa!”. Era la sera del suo compleanno, Paolo, il suo fidanzato, doveva arrivare da Milano per sorprenderla con una cena speciale. E ora, bloccata all’aeroporto di Firenze, con un cielo che prometteva un diluvio per tutta la notte, e il telefono scarico, Chiara si sentiva piccola e terribilmente sola. Aveva provato a contattare amici e parenti, ma erano tutti impegnati o fuori città. Il taxi previsto era sparito nel nulla, probabilmente scoraggiato dal traffico.
Le lacrime le pizzicavano gli occhi mentre cercava disperatamente una soluzione. Il telefono emise un ultimo, flebile bip prima di spegnersi definitivamente. Si sentiva persa. Ricordava vagamente di aver visto, in aeroporto, un cartello con un numero di Radio Taxi 24. Un servizio attivo giorno e notte, diceva. Sembrava l’unica speranza. Con le gambe tremanti, andò nel piccolo bar dell’aeroporto e chiese al barista di prestargli il telefono. Digitando il numero, pregava che qualcuno rispondesse.
Una voce calma e professionale le diede il buongiorno. Chiara spiegò la situazione, con la voce rotta dall’emozione. L’operatore, senza farla sentire in colpa per la richiesta tarda, le chiese con precisione la sua posizione, il numero del volo e la destinazione, il suo appartamento nel quartiere Oltrarno. Le assicurò che un taxi sarebbe arrivato entro dieci minuti. Chiara, incredula, ringraziò più volte e attese, rannicchiata su una sedia, osservando le auto sfrecciare sulla strada allagata.
Puntuale come promesso, una vettura bianca si fermò davanti all’aeroporto. L’autista, un uomo corpulento con un sorriso rassicurante, le aprì la portiera. Durante il tragitto, Chiara si sciolse gradualmente, raccontando la disavventura a Paolo, che nel frattempo le aveva telefonato, preoccupato. L’autista ascoltava in silenzio, offrendosi di regolare il riscaldamento e di passarle un fazzoletto. Lungo le strade illuminate di Firenze, il suo umore migliorò sensibilmente.
Quando finalmente arrivò sotto casa, Chiara si sentì grata. Non solo per essere stata riportata al sicuro e al caldo, ma anche per aver scoperto l’esistenza di un servizio efficiente e affidabile come Radio Taxi 24. Salutò l’autista con un sorriso sincero e il pensiero che, a volte, basta una piccola gentilezza e un servizio tempestivo per trasformare una serata potenzialmente disastrosa in un ricordo meno amaro. Paolo era pronto ad accoglierla con una torta a sorpresa, e il suo compleanno, nonostante tutto, poteva ancora iniziare.
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