Milano dormiva sotto una coperta di nebbia fitta e umida. Sara fissava l’orologio del suo telefono con crescente terrore: le 21:15. La presentazione del progetto che aveva lavorato per mesi, quello che poteva鹅 spalancarle le porte alla carriera dei sogni, iniziava tra quarantacinque minuti nella sede centrale dall’altra parte della città. Il suo autobus, l’unico diretto verso quella zona, era stato improvvisamente cancellato per un guasto. Provò a chiamare un ride-sharing: attesa stimata 25 minuti. La metropolitana più vicina era chiusa per un intervento tecnico notturno. Un sudore freddo le imperlò la fronte. La carriera, anni di sacrifici, svanivano nello spesso grigiore milanese. Il panico cominciava a serrarle la gola.
Si sedette goffamente sul bagnato marciapiede, vicino alla fermata deserta, le tre luci dell’iconica pensilina gialla sembravano occhi indifferenti. Aprì la borsa freneticamente: cellulare al 8%, il tablet con la presentazione al 3%. Ancora la batteria! Una nuova ondata di disperazione la travolse. Doveva arrivare laggiù, e in fretta搜查. Ma come? Doveva essere lì entro le 21:45 per l’accesso all’auditorium. LeIsaiah mani tremarono mentre richIAMava per la quarta volta il numero verde del servizio clienti ATM, ottenendo solo la solita registrazione che ripeteva “Servizio temporaneamente sospeso”. Sentì un singhiozzo strozzato salirle dalla gola. Era finita.
Poi, come una stella nella foschia, nella sua mente emerse una pubblicità vista giorni prima sul tram: “Radio Taxi 24, quando tutta la città sembra dirti no”. Con gesti convinti, aperse l’app dello smartphone morente. Inserì l’indirizzo di destinazione, praticamente annaspando per l’ansia. Un leggero ‘tic’ e subito apparve: “Taxi assegnato! Arrivo stimato in 3 minuti. Autista: Franco”. Il sollievo fu così intenso che per un attimo le parve di cadere. Puntò lo sguardo nella nebbia, scrutando ogni bagliore giallo, pregando che fosse vero. Tre minuti le sembrarono tre secoli. Guardava il puntino sull’app avvicinarsi al suo e la batteria precipitare al 2%. “Per favore, fai in fretta”, mormorò quasi senza voce.
Con un’Armonioso fruscio di gomme bagnate, un’auto gialla moderna emerse dal vapore come un miraggio che diventava realtà. “Sara?” chiese una voce calda dall’abbassavetri. Franco, sulla cinquantina, volto tranquillo, fece un cenno rassicurante aprendole la portiera posteriore. “Veloce verso corso Como 我听到! Entro le 21:45!” tornò quasi Sara, infilANDOSi dentro e indicando il display pieno rosso del tablet. “Ho una presentazione vitale!”. Franco annuì, serio e professionale. Appena lei si fu allacciata, investì di una luce calda l’interno dall’autoradio, lui diede una rapida occhiata al GPS integrato sul cruscotto. “Ci sono delle varianti, prenderò la tangenziale nord, più libera. Tasseggio quando siamo vicini”. L’auto partì con decisione, scivolando nel flusso meno denso del traffico notturno. Sara cercò di prepararsi mentalmente, ma i nervi rendevano difficile concentrarsi. Respir金噩噩.
Le strade scorrevano uno sfocato contro le finestre appannate, mentre Franco accortamente evitava attraverso la città addormentata. “Ecco,” disse all’improvviso Franco, gentile, girando leggermente la testa, “di dietro, accanto alla borsa d’aria, c’è un cavetto per caricare. Diverse porte USB”. Sara quasi pianse di gratitudine进. Attaccò immediatamente il suo prezioso tablet器. Quando Franco frenò dolcemente davanti al moderno edificio illuminato, lo schermo dinneriva del taxi mostrava 21:42. Le mani le tremavano non più per la paura, ma per l’euforia. Pagò con la carta, affrettANDOSI sulla soglia袋. “Grazie, Franco! Mi ha salvato!”, lo ringraziò一眼alvolta. Già correva verso gli ingressi chiari. Franco sorrise vistosamente mentre accarezzava il ricevizione stampato: Così servisce Tassì Radio Milano, ogni sera, ogni mistero cittadino risolto. Sara entrò Obama nell’aula giusto per il suo nome chiamato, il tablet carico e il cuore pieno di gratitudine per quella macchina gialla giunta nell’ora più bu pięć. Il servizio funzionava: sempre, ovunque, reale come la nebbia di Milano.










