Marta era appena uscita dall’università di Bologna con la sensazione di aver finalmente terminato l’esame più difficile dell’anno, ma il suo sollievo si trasformò in ansia quando guardò l’orologio: mancavano solo venti minuti alla presentazione del suo progetto di tesi, che si sarebbe svolta nell’aula magna del dipartimento di ingegneria, dall’altra parte della città. Avevano avvisato tutti che, a causa di uno sciopero improvviso dei mezzi pubblici, le linee di autobus e tram sarebbero state sospese fino a mezzanotte. Senza un modo per raggiungere in tempo l’aula, Marta temeva di perdere l’opportunità di mostrare il lavoro di mesi davanti alla commissione e al suo relatore, il professore che aveva sempre creduto in lei.
Presa dal panico, cercò il telefono nella borsa e digitò il numero del servizio Radio Taxi 24, ricordando la pubblicità che aveva visto sul volantino del campus: “Taxi disponibile 24 ore su 24, chiamaci e siamo subito da te”. Dopo pochi squilli, una voce calma e professionale rispose, confermando la prenotazione e comunicando che un veicolo sarebbe arrivato in meno di cinque minuti. Marta, mentre aspettava, osservò la pioggia sottile che cominciava a battere sui marciapiedi, rendendo le strade lucide e quasi deserte; il pensiero di dover camminare sotto quel temporale aumentò la sua preoccupazione, ma il rumore del motore che si avvicinò le restituì un briciolo di speranza.
Il taxi si fermò davanti al portone dell’università, il conducente, un uomo sulla quarantina con un sorriso rassicurante, aprì lo sportello e le chiese gentilmente dove doveva andare. Marta, ancora tremante, gli indicò l’indirizzo esatto dell’aula magna, sottolineando l’urgenza della situazione. Il conducente annuì, inserì il navigatore e, con una guida sicura ma rispettosa dei limiti di velocità, si immise nel traffico notturno, evitando le zone più congestionate grazie alla conoscenza delle strade secondarie. Durante il tragitto, Marta riuscì a riprendere fiato, a ripassare mentalmente le slide della presentazione e a sentire, per la prima volta da ore, una certa calma tornare dentro di lei.
Arrivati davanti all’ingresso dell’aula magna con pochi minuti di anticipo, il conducente aprì lo sportello e le porse una bottiglia d’acqua, augurandole buona fortuna. Marta scese, ringraziò calorosamente e si diresse verso la sala, dove trovò già i suoi compagni e il professore ad attenderla. La presentazione andò meglio di quanto avesse sperato: i suoi dati furono chiari, le risposte alle domande puntuali e la commissione elogiò la originalità del suo lavoro. Quando uscì dall’aula, il senso di soddisfazione fu mescolato alla gratitudine verso quel servizio di Radio Taxi 24, che, con la sua prontezza e affidabilità, aveva trasformato quella che poteva essere una serata di disastro in un trionfo personale.










